Benzina: rincari dovuti a Fus e immigrati

Il grande aumento delle accise inciderà pesantemente sugli automobilisti, con una fuoriuscita di denaro pari a 488 euro annui. Il rincaro delle accise di 4 centesimi al litro su benzina e diesel , applicato ieri, è stato previsto dal Governo per far fronte alla questione immigrati. Purtroppo il prezzo della benzina è arrivato a 1,59 euro al litro e , a partire da domani, primo luglio, si applicherà il secondo aumento dell’imposta, giustificato dal sostegno al Fondo unico per lo spettacolo (Fus). Intanto , proprio per quest’ ultimo rincaro, che partirà da domani, le compagnie reputano che incroceranno le braccia. In soli tre giorni, quindi, si azzereranno tutte le diminuzioni del prezzo del carburante che si sono registrate nell’ultimo mese. Nomisma Energia ha evidenziato che un pieno medio costa da 2,5 euro in più, e da venerdì, addirittura ben 3 euro. Dal 19 maggio ad oggi, ci sono stati ribassi di circa 6 centesimi , conseguenti al diminuzione del prezzo del petrolio, che qualche giorno fa era sceso, a New York, sotto quota 90 dollari al barile. Le associazioni dei consumatori, intanto, hanno sottolineato il fatto che, tra benzina e gasolio, tale manovra farà entrare nelle casse dello Stato maggiori entrate, che ammontano, in base ai primi conti, a più di 2 miliardi di euro l’anno. E’ necessario, quindi , un chiarimento da parte del ministro del l’Economia.

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