Azoto negli pneumatici: solo per veicoli speciali?

Gli pneumatici di aerei commerciali, auto da corsa o che trasportano merci pericolose hanno qualcosa in comune: sono sottoposti a carichi estremi e devono garantire maggiore sicurezza. Come si fa in questi casi? Le gomme sono riempite, non con aria normale, ma con azoto. Il gas, infatti, sembra avere due vantaggi:

  • non è infiammabile, anzi è ignifugo
  • impedisce che la ruggine attacchi il cerchio e le valvole

 

I meriti dell’azoto trovano adepti anche tra i produttori/rivenditori di pneumatici per normali autovetture (https://www.gomme-auto.it/). Sembra, infatti, che il comfort di guida sia maggiore, mentre la resistenza al rotolamento e la rumorosità siano più bassi. Ergo, si allunga la vita degli pneumatici, riducendo anche il rischio di ruggine con protezione più elevata per l’insieme gomma+cerchio. E allora, si grida al miracolo…ma è proprio così?

Azoto negli pneumatici: sicurezza ingannevole?

Mah! Klaus Engelhart della casa produttrice di pneumatici Continental dice:

“Fin’ora non ci sono prove che il riempimento con azoto dia effetti particolarmente positivi o negativi sulla perdita di pressione, il comfort di guida o la rumorosità degli pneumatici.”

 

Nell’aria compressa è già presente una percentuale di azoto pari al 78%. Si potrebbe arrivare fino al 90%. E’ pur vero, tuttavia, che l’azoto sfugge più lentamente, a causa della grandezza delle sue molecole, anche se, nei test, si registrano differenze di pressione di pochi centesimi di bar dopo diversi metri compiuti con vetture i cui pneumatici sono gonfiati con aria o con azoto. Mentre, quanto si registra un difetto nella gomma – per esempio entra un chiodo o una scheggia – l’azoto rimane, l’aria se ne va più rapidamente.

 

Continua il Sig. Engelhart di Continental:

La sensazione che, attraverso l’azoto si riduca la perdita di pressione della gomma è un potenziale pericolo perché instilla nel conducente un falso senso di sicurezza, inducendolo a controllare più raramente la pressione degli pneumatici.”

 

E, come ricorda ADAC, ente indipendente specializzato nei test sugli pneumatici, controllare la pressione dell’aria è fondamentale per allungare la vita dei nostri pneumatici evitando usure irregolari che mettono a repentaglio la nostra sicurezza e il nostro portafogli! ADAC, infatti, sostiene:

“.. Con una pressione dell’aria regolata correttamente le influenze negative date da usura e consumo di carburante sono escluse. Indipendentemente dalla sostanza che utilizziamo nel gonfiaggio degli pneumatici, il controllo della pressione regolare è il fattore chiave. La pressione troppo alta o troppo bassa è causa di un incremento nel consumo di carburante!”

Aria fresca negli pneumatici con l’auto in movimento?

Sempre secondo Engelhart di Continental, la soluzione non è in un nuovo gas, o nel gonfiaggio presso il gommista o in autostrada, ma durante la guida. Utopia?

Sembrerebbe di no! I progettisti stanno pensando, per esempio ad una vettura con compressore integrato, che fornisce aria fresca durante la guida per una pressione ideale permanente. Un sistema che si adatta anche alle diverse condizioni in cui ci troviamo. Vi immaginate? Il risparmio di carburante è garantito!

Volete un esempio? In un arresto di emergenza, il sistema potrebbe lampeggiare e ridurre la pressione dei pneumatici, arantendo una superficie di appoggio più ampia e quindi una distanza di frenata più breve.

 

Purtroppo, un tale sistema sarebbe piuttosto costoso. Quindi, non ci resta che ricorrere al caro vecchio controllo regolare della pressione degli pneumatici…il mezzo più intelligente per risparmiare!

 

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